Come ci ha cambiato il lavoro? Come ci ha trasformato? Prima di dire cosa deve essere il Primo maggio, di criticare la traccia e lo svolgimento delle manifestazioni canore e non, organizzate per l’ evento, provo a fissare due punti:
Il Primo maggio è la festa di tutti perché è un obiettivo da raggiungere ancor prima di una ricorrenza da festeggiare. Coinvolge tutti perché c’è il lavoro fisico e quello intellettuale. La passione per una società più giusta mobilità al lavoro, al darsi da fare per renderla possibile.
Mai smarrire la dimensione soggettiva del lavoro, la trasformazione dell’ uomo tramite il lavoro, la realizzazione della sua umanità e il compimento della vocazione ad essere persona, come ha ricordato Giovanni Paolo II nella enciclica Laborem Excercens.
Fatte le opportune premesse, ci tocca avventurarci in un viaggio a ritroso nel tempo fin qui vissuto per rispondere ad alcune domande: come ci ha cambiato il lavoro? Come ci ha trasformato?
Chi eravamo ieri e chi siamo oggi? Persone migliori? Peggiori? Quanto di ciò che abbiamo vissuto ci ha segnato? La disoccupazione tra un’ occupazione e l’ altra, la ricerca di un nuovo impiego, l’ ansia e la paura di rimanere esclusi dal mercato del lavoro, i ruoli ricoperti, il rapporto con i colleghi, con i vertici aziendali, il coraggio di dissentire e di cambiare, il rispetto delle regole, la gestione delle risorse disponibili, la cura e lo sviluppo dei nostri talenti, la stessa gavetta sono parte di una storia personale che ha avuto e ha sempre sullo sfondo la vita del Paese.
Vite che si intrecciano, sfondi e primi piani che si alternano, laddove la sfera personale non può essere mai anteposta a quella della comunità, se la danneggia, e viceversa.
Penso ai tanti complessi industriali inquinanti, dove il diritto al lavoro ha la priorità sul diritto alla vita e dove il lezzo dei veleni entra dalla porta di casa, prima ancora che il lavoratore vi abbia fatto rientro.
Penso ai lavoratori che non rientreranno più nelle loro case, per i quali non farà più giorno o sera.
Gli incidenti sul lavoro hanno cambiato la loro vita per sempre.
Ecco perché, per questo e altre ragioni ancora, che necessitano di approfondimenti, considero il Primo maggio un obiettivo da raggiungere con il contributo di tutti noi, cittadini degni della Costituzione.
Ecco perché non dobbiamo mai perdere di vista ciò che siamo diventati attraverso il lavoro, cosa stiamo diventando e cosa rischiamo di diventare, nel bene e nel male.
